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Dopo 2 settimane esatte (ci stiamo provando, ma non garantiamo sempre la puntualità) vi presentiamo il secondo Autore incontrato nel nostro tour #lastradaditalia (qui l’articolo che spiega in dettaglio il progetto)

Oggi troverete l’intervista, alcuni scatti e un piccolo video dell’incontro con Francesco Portelli, fotografo Torinese, collega e amico, che si racconta attraverso la sua street photography

Francesco è stato il primo a conoscere questo progetto e forse, uno dei pochi a non darci dei matti, ma a condividere la nostra filosofia ed appoggiarci, per questo motivo siamo veramente contenti di presentartelo.

Ciao Fra, raccontami brevemente il tuo percorso fotografico

Fin da piccolo sono sempre stato affascinato dalla reflex che mio padre usava per le vacanze e nelle occasioni speciali di famiglia. Tenevo in mano quell’oggetto senza sapere minimamente a cosa servissero tutte quelle ghiere, meccanismi e numeri. uardare nel mirino della macchina mi dava la sensazione di osservare il mondo dal buco di una serratura. Tutto era più interessante ed affascinante.

Ancora oggi quando guardo con la macchina fotografica vedo delle cose che ad occhio nudo non vedo.

Negli anni successivi abbandonai la macchina fotografica, fino a quando non iniziai a scattare foto sportive per amici che praticavano sport estremi (downhill e slopestyle mtb). Grazie a quelle foto entrai in contatto con un’agenzia fotografica che seguiva eventi nazionali ed internazionali di motocross, diventandone uno dei fotografi ufficiali per alcuni anni.

Ma la mia passione più grande è sempre stato il fotogiornalismo e la fotografia di strada, a cui dedicavo molto del mio tempo libero. La fotografia divenne per me un lavoro a tutti gli effetti circa dieci anni fa, quando insieme al mio amico Andrea diedi vita ad Independent Pictures. Uno studio fotografico specializzato in matrimoni realizzati con un taglio fotogiornalistico.

Ancora oggi, però, pratico costantemente la street photography.

Ti faccio la stessa domanda con cui Vineet Vohra ha aperto il suo intervento all’Italian Street Photo Festival: perché fotografi?

Ho sempre avuto il desiderio profondo di far conoscere qualcosa di me agli altri. Credo che questo sia un punto comune di tutti coloro che utilizzano una forma artistica per esprimersi.

Io parlo di me provando a raccontare le storie degli altri attraverso la fotografia. Ho scelto la fotografia perché le immagini sono dirette, immediate. Prescindono dal grado di istruzione o dal ceto sociale di chi le guarda. Non servono studi o competenze specifiche per poter esprimere un parere su di esse, come per altre forme artistiche come la musica o la pittura. Le immagini entrano dirette dentro di noi, sfondano qualsiasi barriera e danno vita a delle sensazioni. Suscitano emozioni e le emozioni sono di tutti. Questo è uno dei motivi per cui amo così tanto la fotografia.uomo-che-attraversa-viale

Sei un fotografo professionista, lavori quotidianamente con la Fotografia. Perché nel tuo tempo libero senti l’esigenza di scattare ancora, per strada?

Anche io me lo chiedo (ridiamo ). La street photography è la mia fonte più grande di ispirazione per tutta la mia fotografia. Mi permette di stare in mezzo a persone vere e di assistere a scene di vita vere. È la realtà, niente di costruito, niente di falso, niente di inventato. Cosa potrebbe ispirarmi di più?

Inoltre, quando lavori hai il dovere di interfacciarti con la persona che ti ha commissionato il lavoro e anche se lo realizzerai con il tuo stile e con le tue idee, spesso devi scendere a qualche compromesso, per soddisfare il tuo cliente.

Nella street scatto solo ed esclusivamente per me stesso. Non devo rendere conto a nessuno. È una fotografia “pura”, senza vincoli o pressioni.

Il tuo processo creativo: esci per strada, e poi? Cammini veloce o lento, ti apposti o cambi spesso luogo?

La prima cosa che faccio quando inizio una sessione street è mettermi gli auricolari e far partire la playlist che ho scelto. La musica mi proietta immediatamente nella mia dimensione ottimale, amplifica le sensazioni e mi fa percepire meglio le situazioni.

Inizio sempre a camminare guardando subito come cade la luce e modifico il mio percorso in funzione di essa. Contrariamente a tutte le regole della fotografia, che indicano come miglior luce quella più morbida di alba e tramonto, io per la mia fotografia street prediligo la luce forte e durissima delle ore centrali della giornata, dove posso ottenere grandi contrasti.

Spesso prediligo strade strette dove la luce filtra in fasci concentrati. Questo mi permette di avere una sorta di “occhio di bue” sul soggetto e mi rende più facile, in fase di esposizione, escludere gli altri elementi della scena. Se mi rendo conto di avere la luce perfetta aspetto fin quando non ho il soggetto giusto, altrimenti passo oltre e cerco un’altra scena.

portelli- #lastradaditalia - sofienart - Francesco portelli - neve - Torino - passante con neve in piazza a Torino

Nelle tue foto ci sono pochi elementi, bianco e nero intenso. Trovo spesso l’incontro tra figura umana e struttura urbana: le due cose sembrano inscindibili. Parlaci di queste tue scelte di contenuto: com’è la tua fotografia di strada?

Nel corso del tempo ho portato la mia fotografia ad essere sempre più minimal, sempre più asciutta. Non è tanto importante ciò che inserisco, ma piuttosto cosa escludo dall’inquadratura. 

Così come amo i forti contrasti di luce, nella mia fotografia street cerco di mettere sempre in rilievo il contrasto tra gli elementi statici urbani ed il movimento del soggetto umano.

Viviamo sempre di corsa, compiendo azioni in ogni istante. Cerco di mostrare come le persone si muovono tra le strutture delle grandi città. Un soggetto che compie un’azione in un determinato luogo. Stop. L’uso se vogliamo “pittorico” che faccio della luce mi aiuta a creare immagini urbane a volte surreali.

uomo con cappello passo carraio Torino Francesco portelli sofineart

Torino è il tuo “terreno di caccia” prediletto: cosa ti piace, a livello fotografico, di questa città? Il tornare più volte negli stessi luoghi come influenza il tuo modo di scattare?

Torino è la città che amo e nella quale vivo. Anche in questo caso siamo di fronte ad un altro forte contrasto, perché Torino ha una doppia personalità. È una città fredda ed austera, ma nello stesso tempo accogliente e gentile. È una città grigia e malinconica, ma anche elegante ed affascinante.

È chiamata la città magica (o del mistero) per via dei suoi richiami esoterici.

Adoro girare per le vie di Torino e scattare in ogni stagione dell’anno, perché ogni giorno mi offre spunti diversi ed interessanti.

Proprio per raccontare la mia città in modo diverso ho un progetto fotografico aperto, nel senso che continuerà a lungo:

TORINO

mole-antonelliana-torino-riflesso torino so-fineart street photography Francesco portelli #lastradaditalia

L’attrezzatura che usi influenza il tuo modo di scattare? Cosa usi attualmente, e perché?

Nel mio lavoro da fotografo utilizzo fotocamere e lenti professionali Nikon, ma per la street utilizzo una mirrorless Fuji X100F. È una fotocamera molto piccola e discreta, assolutamente silenziosa ed è dotata di un ottimo obiettivo 35 mm (una delle mie focali preferite).

In strada è fondamentale essere più discreti possibile, cercando di confondersi tra le persone. Una fotocamera che sta nel palmo di una mano è per me la scelta migliore.

Per concludere, che cos’è, allora, per te la Street Photography? 

Oggi viviamo in un mondo sempre di corsa. Siamo in mezzo alle persone, ma pensiamo alle nostre cose ed il più delle volte non guardiamo neanche il viso di chi è seduto davanti a noi sull’autobus.

La fotografia street secondo me è un omaggio alle persone. Ritrarre qualcuno nelle mie foto è come dirgli “io ti ho visto, mi sono accorto di te. Tu per me esisti”

La fotografia di strada mi dà la possibilità di raccontare un istante della vita di qualcuno, ed è fantastico!

 

 

Grazie a Matteo, amico di Fra, per questa foto di backstage e per averci fatto compagnia!

#lastradaditalia Francesco portelli emanuel Galimbertii