Potevamo perderci l’ Italian Street Photo Festival a Roma?

Cercheremo di raccontarvi l’atmosfera e i contenuti che viviamo in questi giorni.

Nell’accogliente location di Officine Fotografiche venerdi è iniziato ISPF 2018. Tanta gente, tanti visi riconoscibili, alcuni perchè famosi nel panorama della street photography italiana e non solo,  altri riconosciuti grazie alle foto dei profili social. L’idea parte un anno fa da Francesco Sembolini che con Alex Liverani, Stefano Mirabella e la collaborazione di un team di volontari ha creato questa prima edizione del festival, che al pari delle versioni internazionali, vuole diventare un evento ricorrente per condividere, conoscere, confrontarsi e migliorarsi.

L’apertura dell’ISPF non poteva essere più interessante, grazie alle talk di Umberto Verdoliva e Stefano Mirabella che hanno raccontato cosa sia per loro la Street Photography

Umberto Verdoliva: riavvicinarsi all’uomo

Umberto attraverso le sue foto cerca di riassumere quello che cerca nella Street Photography: la bellezza dell’attimo, il surreale, l’ironia del quotidiano, la poesia delle piccole cose.

Il suo intento è quello di far soffermare l’osservatore rendendolo instabile nelle sue certezze.

La sua ricerca è vedere sè stesso nelle persone che incontra e cercare di cogliere e tirar fuori la parte migliore di ognuno.

Verdoliva evidenzia anche quanto sia limitante definire la street photography attraverso delle regole precise.

Non ci sono regole

Per Verdoliva non ci sono regole. Si pensa sia necessario essere discreti e furtivi, ma a volte Umberto sente il bisogno di chiedere alle persone di fotografarle, come nei ritratti di famiglia. Si dice che per fare street photography bisogna essere empatici, ma a volte le sue fotografie sono invece prese da lontano senza alcun contatto con il soggetto. E’ comune pensare che solo un buon osservatore possa cogliere gli attimi, ma spesso solo dopo aver scattato ci si accorge di aspetti che erano sfuggiti. Si crede che la prontezza di riflessi sia la chiave della street photography, ma quante volte si ottiene una buona foto con tanta pazienza e determinazione? La street photography nasce dal costante equilibrio tra prontezza e pazienza, occhio allenato e spontaneità, idee e fortuna, previsualizzazione e casualità… le cose accadono improvvisamente e a volte si possono anche causare. Come mettere una moneta nel posto giusto.

ragazza che raccoglie la moneta davanti a uomini in un manifesto - Umberto Verdeoliva- street photography -www.so-fineart.com -

Umberto Verdoliva

Umberto lascia anche molte domande e questioni aperte sulla street photography. La street viene spesso vissuta come foto singola, di pancia senza progettualità, ma a volte le immagini si legano. Anche nei contest vengono sempre più richieste serie e progetti. E’ una contraddizione verso l’approccio? Se ascoltare l’istinto e la ricerca dell’attimo decisivo diventasse limitante per il fotografo? Se la ricerca personale dello street photographer avesse bisogno di altro?

E’ quello che capita a lui nelle sue serie. “Mi sento un collezionista di attimi che hanno un filo conduttore”. Serie nate da un’idea o semplicemente aprendo l’archivio personale, come “Sex and City” e “Prigioniero della Privacy” (ti consiglio di dare un occhio ai link, ne vale davvero la pena!)

Last but not the list la riflessione di Umberto sulle nuove tendenze di oggi. Si sta creando una competizione che porta a riproporre foto e alla ricerca continua dell’improbabile momento (rif.@streetrepeat)

L’augurio di Verdoliva, invece, è di riavvicinarsi all’uomo e come gli augurò Giovanni Umicini di non guarire mai dalla “malattia” della fotografia di strada.

Continua con La nostra chiave dell’ISPF